IL CASO DI A. BIS E A. TER

La legittimità costituzionale e l'espulsione come sanzione alternativa alla detenzione.

 

Diritto penitenziario, diritto dell'immigrazione.

LA VICENDA

Dopo il rigetto da parte del Tribunale di Sorveglianza di Torino nel caso di A, l’associazione continua la ricerca di un caso strategico per poter “attaccare” la norma sull’espulsione come sanzione alternativa alla detenzione.
Nella seconda occasione, A-BIS, cittadino tunisino attinto anch’esso dal provvedimento di espulsione, viene rilevata la carenza di interesse alla proposizione della questione di legittimità in quanto la carcerazione del detenuto era stata portata a termine a seguito di un rinvio disposto dal Tribunale di Sorveglianza; pertanto non si è dato luogo all’espulsione ma non vi è stata una pronuncia giurisprudenziale utile.
Nel caso A-TER si tratta di un detenuto tunisino che vive in Italia da circa venti anni e ha una moglie e due figli piccoli sul territorio, ha un lavoro che lo attende fuori dal carcere ed ha un percorso carcerario esemplare come attestato più volte nel tempo dagli stessi preposti interni al carcere.  Nei suoi confronti è stata disposta l’espulsione come sanzione alternativa alla detenzione e, stando ai rigidi requisiti formali della norma, dovrebbe essere espulso a prescindere.

IL NOSTRO INTERVENTO

StraLi decide di occuparsi del caso A-TER e solleva nuovamente questione di legittimità costituzionale della norma.
In particolare si pone l’accento sull’automatica applicazione della norma anche nel caso in cui il detenuto o soggetto attinto da provvedimento di espulsione conviva con parenti, anche non cittadini italiani, ma regolari da anni sul territorio.
Tale applicazione della norma si pone, in particolare, in contrasto con l’articolo 8 CEDU (diritto alla vita privata e familiare).
Nel caso di A-TER, abbiamo dunque richiesto una interpretazione conforme a tali parametri che tramite l’art. 117 Cost. (clausola di inclusione delle normative europee ed internazionali nella nostra legislazione) dovrebbero pacificamente fare ingresso nel nostro ordinamento.
Il Tribunale di Sorveglianza di Torino ha accolto tale interpretazione emanando un provvedimento evidentemente reso sulla base di un'interpretazione della legge conforme alla Costituzione ed alla Convenzione Europea dei Diritti dell'uomo: lo straniero non può essere espulso se genitore di figli minori residenti in Italia, anche se non (ancora) italiani.

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