L'UTILIZZO DEL RICONOSCIMENTO FACCIALE DA PARTE DELLE FORZE DELL'ORDINE E DELLE AUTORITÀ GIUDIZIARIE NEL PROCEDIMENTO PENALE ITALIANO 
(ENGLISH VERSION BELOW)

StraLi sta sviluppando un contenzioso strategico volto a contestare l'uso della tecnologia di riconoscimento facciale da parte delle forze dell'ordine e delle autorità giudiziarie in Italia. 

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Nello specifico, il contenzioso previsto riguarderà le deroghe previste dal d.l. 139/2021, convertito in l. 205/2021 (la c.d. “moratoria”). Questa legge ha sospeso l'installazione e l'uso della tecnologia di riconoscimento facciale negli spazi pubblici da parte di attori pubblici e privati. Sono previste, però, due eccezioni: 1) tali tecnologie possono essere utilizzate da autorità giudiziarie e forze dell’ordine per la prevenzione, l'indagine, l'accertamento e il perseguimento di reati, o per l'esecuzione di sanzioni penali; 2) per questi fini non è richiesto il controllo ex ante da parte del Garante per la protezione dei dati personali. 

 

Tutto ciò si pone in violazione dei diritti fondamentali esplicitati dalla Costituzione italiana, dalla Carta dei diritti fondamentali dell’UE e dalla Convenzione europea dei diritti dell’uomo (CEDU), tra gli altri; e risulta anche in contrasto con la posizione dominante a livello europeo e internazionale (esplicitata, inter alia, nella Risoluzione adottata dal Parlamento Europeo nell’ottobre 2021), che ravvisa la necessità di regolamentazioni più stringenti volte ad evitare l’uso arbitrario di queste tecnologie, data anche la loro natura discriminatoria. 

 

Il nostro obiettivo strategico è garantire che la sorveglianza biometrica possa essere effettuata solo in conformità a un quadro legislativo ben definito e nel rispetto dei diritti umani fondamentali. 

 

Stiamo cercando partner, a livello nazionale e comunitario, che stiano portando avanti attività di contenzioso simili. Vogliamo costruire un network forte per avviare non solo azioni di advocacy, ma anche azioni legali coordinate.  

 

Sei una ONG che persegue obiettivi simili nel contesto italiano o europeo?   

 

Sei stato coinvolto in un procedimento penale in cui è stata utilizzata una tecnologia di riconoscimento facciale?   

 

Contattaci attraverso i nostri canali social o all'indirizzo info@strali.org.  Se vuoi contattarci in modo anonimo, puoi creare un account di posta elettronica anonimo gratuito utilizzando Protonmail o Tutanota. Se preferisci, nell’email potrai anche indicarci un tuo contatto Telegram o di un altro servizio che non riveli la tua identità. 

 

Il progetto di ricerca è stato finanziato dal DFF. Il Case Study del DFF è disponibile qui: https://digitalfreedomfund.org/use-of-facial-recognition-technology-by-law-enforcement-and-judicial-authorities-in-italy/. 

ENTRIAMO IN CONTATTO

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THE USE OF FACIAL RECOGNITION TECHNOLOGY BY LAW ENFORCEMENT AND JUDICIAL AUTHORITIES IN ITALY   

StraLi is developing strategic litigation aimed at challenging the use of facial recognition technology by law enforcement and judicial authorities in Italy.  

Specifically, the planned litigation will concern the exemptions provided for in Decree Law 139/2021, converted into Law 205/2021 (the so-called "moratorium"). This law suspended the installation and use of facial recognition technology in public spaces by public and private actors. under which the installation and use of biometric surveillance technology is suspended in all public places-whether used by private or public actors (the so-called "moratorium"). There are, however, two exceptions: 1) such technologies may be used by law enforcement and judicial authorities for the prevention, investigation, detection, and prosecution of crimes, or for the execution of criminal sanctions; and 2) ex ante control by the Data Protection Authority is not required for the purposes contained in 1).  

  

All of this is in violation of the fundamental rights made explicit by the Italian Constitution, the EU Charter of Fundamental Rights, and the European Convention on Human Rights (ECHR), among others; and is also contrary to the dominant position at the European and international level (made explicit, inter alia, in the Resolution adopted by the European Parliament in October 2021), which sees the need for stricter regulations aimed at preventing the arbitrary use of these technologies, given also their discriminatory nature.  

  

Our strategic goal is to ensure that biometric surveillance can only be carried out in accordance with a well-defined legislative framework and with respect for fundamental human rights.  

  

We are seeking partners, at the national and European levels, who are pursuing similar litigation efforts. We want to build a strong network to initiate not only advocacy but also coordinated legal actions.   

  

Are you an NGO pursuing similar goals in the Italian or European context?    

  

Have you been involved in a criminal case in which facial recognition technology has been used?    

  

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The project was funded by the Digital Freedom Fund. Read more here: https://digitalfreedomfund.org/use-of-facial-recognition-technology-by-law-enforcement-and-judicial-authorities-in-italy/.