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Il taser in Italia: uso della forza, rischi sanitari e diritti fondamentali

Analisi sull’impiego delle armi a impulsi elettrici da parte delle forze dell’ordine

Con l’aggiornamento 2026 della relazione sul taser, Strali analizza i profili giuridici, sanitari e operativi connessi all’utilizzo delle armi a impulsi elettrici in Italia.

Il taser come strumento “intermedio”

La relazione si colloca in un contesto di progressiva espansione dell’impiego del taser, introdotto inizialmente attraverso fasi di sperimentazione e successivamente esteso, anche a livello locale, attraverso diversi interventi normativi. Parallelamente, il dibattito pubblico continua spesso a rappresentare questo strumento come una soluzione tecnica intermedia, idonea a ridurre il ricorso alle armi da fuoco e a garantire maggiore sicurezza negli interventi di polizia.

La qualificazione del taser quale “strumento intermedio” rischia di favorire una percezione di minor pericolosità, che può comportarne un uso più frequente, con il rischio di indebolire i controlli di necessità e proporzionalità richiesti dalle scriminanti (artt. 52–53 c.p.) e di introdurre una sorta di “proporzionalità presunta” solo perché non è stata utilizzata l’arma da fuoco.

I rischi sanitari e la nozione di “arma meno letale” 

StraLi ritiene tuttavia necessario interrogarsi criticamente su questa narrazione. Il taser è qualificato come arma “meno letale”, ma tale definizione non può essere confusa con l’assenza di rischi. Il dispositivo agisce attraverso scariche elettriche dirette a incidere sul sistema neuromuscolare della persona colpita e può determinare conseguenze rilevanti sulla salute, in particolare in presenza di patologie cardiache, stati di agitazione, uso di sostanze, sofferenza psichica o altre condizioni di vulnerabilità.

Le preoccupazioni degli organismi internazionali

Negli ultimi anni organismi internazionali, autorità indipendenti e organizzazioni per i diritti umani hanno richiamato l’attenzione sui rischi connessi all’impiego delle armi a scarica elettrica. Il Comitato europeo per la prevenzione della tortura ha sottolineato la necessità di particolare cautela, soprattutto nei confronti di persone vulnerabili, mentre il Comitato delle Nazioni Unite contro la tortura ha in passato espresso forti preoccupazioni rispetto agli effetti fisici e mentali di tali strumenti. Anche il Garante nazionale dei diritti delle persone detenute o private della libertà personale ha evidenziato l’esigenza di limiti chiari, garanzie stringenti e piena compatibilità con gli obblighi derivanti dall’articolo 3 della Convenzione europea dei diritti dell’uomo.

L’impiego delle armi a scarica elettrica su persone in preda alla sindrome da delirio eccitato o sotto l’effetto dell’alcol o di stupefacenti necessita estrema cautela, dal momento che i soggetti in questo stato confusionale molto probabilmente rischiano di non comprendere il senso dell’avvertimento che l’arma verrà usata contro di loro e potrebbero diventare ancora più agitati.

Il rischio di normalizzazione nell’uso operativo

In questa cornice, la preoccupazione principale riguarda il rischio di normalizzazione del taser come ordinario strumento di contenimento. Dalla rassegna dei casi noti sul territorio italiano emerge infatti che il dispositivo viene spesso utilizzato in situazioni di escandescenza, alterazione o fragilità, e non necessariamente in contesti nei quali sarebbe stato altrimenti giustificato il ricorso all’arma da fuoco. In questo senso, il taser sembra configurarsi nella prassi non solo come alternativa alla pistola, ma anche come alternativa al contenimento fisico, con conseguenze rilevanti sul piano della proporzionalità dell’intervento.

Concause, vulnerabilità e responsabilità giuridica

Abbiamo inoltre analizzato il tema delle concause nell’utilizzo del taser, soffermandoci sul modo in cui condizioni patologiche preesistenti, stati di alterazione dovuti all’assunzione di sostanze e particolari vulnerabilità individuali possano concorrere alla produzione di eventi lesivi o mortali. La giurisprudenza penale ritiene infatti che tali fattori non escludano automaticamente il nesso causale con la condotta dell’agente, quando quest’ultima contribuisca in modo concreto alla verificazione dell’evento. L’analisi di casi recenti e degli orientamenti della Corte di Cassazione mostra come, anche nel contesto dell’uso del taser, il rischio derivi spesso dall’interazione tra la scarica elettrica e le condizioni del soggetto colpito. Particolare attenzione è stata dedicata anche all’impiego del dispositivo nei confronti di persone in stato di alterazione, situazione nella quale può diminuire l’efficacia dissuasiva dello strumento e aumentare il rischio di un utilizzo reiterato delle scariche.

Nel contesto dell’uso del taser, il fattore concorrente (quale ad es. un arresto cardiocircolatorio acuto) non opera necessariamente quale causa autonoma ed esclusiva dell’evento.

I decessi registrati e la necessità di monitoraggio

Tra agosto e ottobre 2025, secondo le fonti raccolte nella relazione, si sono registrati almeno quattro decessi nell’ambito di interventi in cui il taser risulta essere stato impiegato. Pur trattandosi di vicende diverse e in parte ancora oggetto di accertamento, questi episodi mostrano la necessità di un monitoraggio rigoroso, pubblico e indipendente, capace di ricostruire non solo l’esito degli interventi, ma anche le condizioni della persona colpita, il numero e la durata delle scariche, la presenza di alternative operative e l’effettiva proporzionalità dell’uso della forza.

Sicurezza pubblica e tutela dei diritti fondamentali

L’obiettivo della relazione è contribuire a una riflessione critica sul rapporto tra esigenze di sicurezza pubblica e tutela delle garanzie fondamentali della persona. Sostenendo che anche quando uno strumento viene presentato come “meno letale”, il suo impiego deve restare subordinato a una valutazione attenta del caso concreto e alla tutela della salute e della dignità umana.

La squadra di StraLi

Il progetto è stato sviluppato per StraLi da: 

  • Emanuele Ficara
  • Alice Giannini
  • Benedetta Perego
  • Silvia Tassotti
  • Nicoletta Velardocchia

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