Intelligenza artificiale: alleata o nemica nella lotta al cambiamento climatico?

Secondo la Commissione Europea, il termine “Intelligenza artificiale” (IA) indica sistemi che mostrano un comportamento intelligente analizzando il proprio ambiente e compiendo azioni, con un certo grado di autonomia, per raggiungere specifici obiettivi.

I sistemi basati sull’IA possono consistere solo in software che agiscono nel mondo virtuale (per esempio assistenti vocali, software per l’analisi delle immagini, motori di ricerca, sistemi di riconoscimento vocale e facciale); oppure incorporare l’IA in dispositivi hardware (per esempio in robot avanzati, auto a guida autonoma, droni etc.). Molte tecnologie di IA richiedono dati per migliorare le loro prestazioni e possono contribuire a migliorare e automatizzare i processi decisionali.

Questi sistemi, però, possono essere utilizzati anche per la protezione dell’ambiente e gli esempi in merito non mancano.


Applicazioni come TooGoodToGo o Karma, ad esempio, permettono di limitare lo spreco alimentare, attraverso un sistema che mette in contatto ristoranti e supermercati che hanno prodotti alimentari in scadenza, che altrimenti diventerebbero prodotti di scarto, con possibili acquirenti che possono acquistare determinati alimenti o piatti già pronti ad un prezzo ribassato. Nel settore dell’agricoltura, l’intelligenza artificiale è già largamente utilizzata nella gestione delle colture attraverso dei sistemi di raccolta dati che permettono di ridurre le quantità sia di fertilizzanti, sia di acqua. Nel campo dell’energia, l’Intelligenza artificiale viene usata per gestire domanda e offerta di energia da fonti rinnovabili, ottimizzando l’efficienza, tagliando i costi e la generazione di inquinamento non necessario. Nel campo dei trasporti, l’IA può aiutare nella riduzione della congestione del traffico e sviluppare i sistemi di guida automatizzati.


Da un lato, dunque, questi sistemi di Intelligenza artificiale possono favorire e rafforzare la sostenibilità ambientale, dall’altro, però, l’utilizzo di energia per produrli e mantenerli ha un impatto ambientale decisamente elevato.


Infatti, i sistemi di intelligenza artificiale devono processare grandi quantità di dati, espandendo il bisogno di server e la necessità di fonti di energia per raffreddare i centri di data-collection. Dunque, l’utilizzo di sistemi di IA aumenta di molto il dispendio energetico delle aziende che ne fanno uso: secondo uno studio della University of Massachusetts, addestrare un sistema di intelligenza artificiale richiederebbe la produzione di CO2 equivalente a cinque volte le emissioni di un’automobile nel suo intero ciclo di utilizzo o 300 voli andata e ritorno New York-San Francisco.


Altri studi, invece, mostrano un’impronta ecologica più contenuta. Questo, però, non significa che non possano diventare più inquinanti in futuro. Infatti, oggi esistono davvero pochi studi per valutare se un’intelligenza artificiale sia più o meno inquinante e dunque, in questo campo, sono necessarie ricerche più approfondite. Senza dati precisi sulla propria impronta ecologica, nessun’azienda può infatti calcolare in modo preciso il proprio “danno” ambientale, che per le imprese potrebbe anche rappresenterebbe un rischio di “name and shame” se vengono intrapresi progetti che si rivelano poi decisamente dannosi per l’ambiente.

Secondo la Commissione Europea, però: “Un'IA affidabile può rappresentare una grande opportunità per contribuire a mitigare le pressanti sfide che la società si trova ad affrontare, ad esempio l'invecchiamento della popolazione, la crescente disuguaglianza sociale e l'inquinamento ambientale.”


Idealmente, dunque, l'IA dovrebbe essere utilizzata a vantaggio di tutti gli esseri umani, comprese le generazioni future, garantendo che ciò avvenga il più possibile nel rispetto dell'ambiente. Il processo di sviluppo, distribuzione e utilizzo del sistema, così come l'intera catena di approvvigionamento, dovrebbero essere valutati secondo questa prospettiva, ad esempio tramite un esame critico dell'uso delle risorse e del consumo energetico durante la fase di addestramento dell’IA, scegliendo le opzioni meno dannose e incoraggiando le misure che garantiscano la compatibilità ambientale dell'intera catena di approvvigionamento del sistema di IA.


Non vi è dubbio, infatti, che la lotta ai cambiamenti climatici debba essere una priorità assoluta per i responsabili politici di tutto il mondo e la trasformazione digitale e l’utilizzo di sistemi di IA affidabili potranno offrire grandi potenzialità in termini di riduzione dell'impatto umano sull'ambiente e contribuire ad un uso più efficiente ed efficace dell'energia e delle risorse naturali.

A cura di Francesca Prandi

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